Sin dalla creazione del primo computer gli esseri umani hanno beneficiato, per anni, della continua crescita di potenza dei microprocessori che sembrava quasi inarrestabile, e questa crescita è stata descritta da uno degli enunciati più famosi dell’elettronica, la Prima Legge di Moore, nella quale viene ribadito che “ la complessità di un microcircuito, misurata ad esempio tramite il numero di transistor per chip, raddoppia ogni 18 mesi ” circa. Oggi, però, questo enunciato non è più valido, infatti sta diventando sempre più difficile e costoso rimpicciolire le componenti di un microcircuito e, oltre a ciò, stiamo per raggiungere un limite fisico oltre al quale non possiamo più rimpicciolire i transistor per colpa di un effetto chiamato “quantum tunneling” : le barriere elettroniche che un tempo erano abbastanza spesse da bloccare la corrente, sono ormai così sottili che gli elettroni possono attraversarle. Questo non è un problema che investe gli utenti finali, poiché oramai la potenza dei nostri apparecchi è più che sufficiente per l’uso richiesto da parte di un utente medio, ma anche da un professionista ; il problema si riversa quasi completamente sulla comunità scientifica che ha bisogno di una crescita di potenza computazionale importante per i loro super computer , che devono risolvere calcoli sempre più difficili.
La soluzione al problema è stata teorizzata sin dagli anni Ottanta, ma è stata messa in pratica nei nostri giorni da due delle aziende più importanti nel settore: IBM e Google . Quest’ultima ha dichiarato in modo audace di aver raggiunto la supremazia quantistica, poiché il loro processore Sycamore a 54 Qbit ha completato in 200 secondi circa un’elaborazione che il più potente super computer avrebbe completato in più di 10.000 anni . Pochi giorni dopo IBM rispose dicendo che quel tipo di elaborazione si sarebbe potuta completare in 2 giorni anche nel loro computer quantistico. Alla fine si è scoperto che l’elaborazione di cui Google parlava era una precisa serie di calcoli di campionamento fatti ad hoc per il computer e non una elaborazione arbitraria.
Ma cos’è questa supremazia quantistica? e perché la vogliono raggiungere tutti? Beh non è materiale da fantascienza, è un traguardo che prevede la completa superiorità dei computer quantistici sui computer classici perché ogni algoritmo risulterà completato più velocemente.
Quindi ora come ora, seppur il traguardo di Google è assolutamente notevole, non abbiamo ancora raggiunto una completa supremazia quantistica.

