di Nike De Quattro e Viola Garancini
Il progetto Erasmus+ che ha coinvolto un gruppo di studenti del Greppi a Rovigno, in Croazia , dal 9 al 15 aprile 2026, ha rappresentato un’importante tappa formativa nel percorso scolastico di tutti i partecipanti. L’iniziativa non è stata concepita come una semplice mobilità all’estero o una visita guidata, ma come un’esperienza di crescita collettiva e individuale che ha visto protagonisti studenti di diverse classi e indirizzi della scuola: Viola Garancini (3SA), Nike De Quattro (3SB), Stella Dell’Orto e Giulia Miliani (3LA), Mattia Dimitriu e Greta Brioschi (2EB) e Dejan Mason (2LA). Il gruppo è stato costantemente guidato e supportato dalle professoresse Barbara Scarduzio e Irene Sacerdoti , che hanno coordinato le attività didattiche e accompagnato i ragazzi in questa avventura, garantendo il corretto svolgimento del programma. Partire con compagni di classi differenti ha favorito fin da subito la creazione di un gruppo eterogeneo ma unito , trasformando la diversità di età e di indirizzi in un punto di forza per il confronto e lo scambio di idee.
Il fulcro del progetto è stato lo scambio culturale con i partner croati, che hanno accolto gli studenti italiani nelle proprie case con estrema generosità e disponibilità : Nicole Basara , Tena Pudic , Mia Subotic , Filip Milohanic , Karlo Pokrajac , Zora Rumboldt e Vanja Parlov . Dopo un lungo viaggio in FlixBus , iniziato la mattina presto, per attraversare il confine, gli studenti sono arrivati a Rovigno nel tardo pomeriggio, entrando immediatamente a contatto con la realtà quotidiana e le abitudini delle famiglie ospitanti. Frequentare la scuola “Srednja Škola Zvane Črnje” ha permesso loro di osservare da vicino un sistema scolastico differente, partecipando a workshop e attività laboratoriali che hanno stimolato l’uso della lingua inglese in contesti reali e non solo scolastici. Comunicare con i propri corrispondenti per sette giorni consecutivi non è stato solo un esercizio linguistico intensivo, ma un modo per abbattere i pregiudizi, superare le timidezze e sentirsi parte di una comunità europea unita da interessi, passioni e obiettivi comuni per il futuro.

Il programma delle giornate è stato strutturato con grande attenzione per offrire una visione completa del patrimonio istriano , alternando momenti di studio formale a momenti di esplorazione diretta del territorio. A Rovigno gli studenti hanno potuto scoprire le tradizioni marittime presso il ecomuseo “Casa della batana” , dove hanno appreso le antiche tecniche di costruzione delle barche tipiche locali, e hanno visitato, poi, la maestosa Chiesa di Sant’Eufemia , per ammirarne l’architettura e il celebre sepolcro. Il viaggio è proseguito toccando tappe fondamentali della regione che hanno arricchito il bagaglio culturale dei ragazzi: l’imponente arena romana di Pola , che testimonia il passato comune tra Italia e Croazia, il Parco Nazionale di Brioni a Fažana , con il suo safari park e i campi da golf, e il suggestivo borgo medievale di Montona , situato nell’entroterra.
Un momento di particolare rilievo didattico è stata l’attività svolta nella città di Parenzo , dove i ragazzi, divisi in team misti, hanno realizzato un video documentario sulla città e sulla sua basilica. Questo compito ha permesso di sviluppare competenze digitali avanzate e capacità di lavoro di squadra ( soft skills ), insegnando agli studenti come raccontare e valorizzare un territorio attraverso l’uso consapevole dei nuovi media e delle tecniche di storytelling .
Oltre agli aspetti puramente didattici e culturali, la mobilità ha inciso profondamente sulla maturazione personale e sull’autonomia dei partecipanti. Gestire la propria quotidianità in un Paese straniero a 17 anni, doversi organizzare con gli orari, adattarsi a cibi e ritmi diversi e gestire i rapporti interpersonali in una lingua non nativa ha reso gli studenti molto più responsabili e indipendenti. Anche i momenti informali e sociali, come le cene di gruppo e le serate trascorse con i partner croati per le vie di Rovigno, sono stati essenziali per consolidare legami che sono andati ben oltre la durata della settimana Erasmus . Questa consapevolezza si è rafforzata ulteriormente quando lo scambio è diventato reciproco: la corrispettiva visita degli studenti croati in Italia per sei giorni ha permesso ai ragazzi italiani di ricambiare l’accoglienza , mostrando con orgoglio la propria realtà quotidiana e chiudendo così un cerchio perfetto di amicizia e cooperazione internazionale che ha coinvolto anche le rispettive famiglie.
L’esperienza a Rovigno può essere considerata, dunque, a pieno titolo un “capolavoro formativo” per il percorso scolastico degli studenti coinvolti : i ragazzi, infatti, sono tornati in Italia con una mentalità più aperta, una maggiore sicurezza nelle proprie capacità comunicative e una chiara consapevolezza di che cosa significhi essere cittadini attivi del mondo. Il progetto ha dimostrato concretamente che la diversità culturale non è un limite, ma una risorsa preziosa per la crescita di ogni individuo. Grazie al costante supporto delle docenti Scarduzio e Sacerdoti e alla straordinaria collaborazione con i partner croati, i partecipanti hanno acquisito un bagaglio di competenze trasversali e ricordi indelebili che li accompagnerà anche in futuro, consentendogli di affrontare a con entusiasmo, empatia e curiosità alle sfide della società moderna.
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