di Martina Dellolio e Chiara Corbetta

Per iniziare al meglio quest’anno scolastico ecco a voi il secondo episodio della rubrica “Un giorno nella vita di”: su richiesta di alcuni studenti abbiamo intervistato il prof. Francesco Bonfanti, che non si dedica solamente all’insegnamento di lettere, ma, insieme alla prof.ssa Fumagalli, coordina la Commissione Cultura e fa anche parte della Commissione Greppi Days.

Il prof. Bonfanti in una stampa di gusto settecentesco

Il prof. Bonfanti racconta di aver iniziato a insegnare al Greppi ben sette anni fa. Con un pizzico di ironia, il professore illustra la prima cosa che fa al mattino una volta arrivato a scuola: subito, si incammina verso la sua classe della prima ora ed è proprio in quel breve tragitto, apparentemente insignificante, che si svolge il suo personale rituale mattutino: saluta cordialmente chi incontra, guardando con affetto alcuni colleghi e – svela sorridendo – riserva anche qualche pensiero di disprezzo a chi, secondo il suo «insindacabile giudizio», se lo è meritato.

Poi, alla domanda «Che cosa le piace di più del suo lavoro?», risponde con sicurezza di apprezzare molto la libertà nella gestione della didattica e, soprattutto, le molteplici e articolate relazioni approfondite grazie alla sua professione. «Alcune infelici e poco arricchenti, ma moltissime altre preziose e felici», sottolinea. Tra queste ultime, ricorda con particolare affetto quella con il prof. Pietro Crippa, definendola una «tormentata storia d’amore e disamore», condividendo un simpatico aneddoto. «Un bel giorno, per attirare la sua attenzione, ho organizzato un dispetto in una sua classe. Ho dato una cassa bluetooth a un’alunna e durante la lezione ho fatto partire una voce che diceva “Pietro Crippaaaa!” Lui non ha apprezzato molto, chissà perché…ma gli alunni sì.» Insomma, il prof. sembra essere una di quelle presenze che, di tanto in tanto, riescono ad alleggerire l’atmosfera scolastica e a strappare un sorriso agli alunni.

Due tra gli innumerevoli cassetti del prof. Bonfanti in sala professori

Dunque, curiose di scoprire di più sulla persona dietro all’insegnante, abbiamo cercato di ottenere informazioni su hobby e interessi al di fuori delle mura del Greppi. Il prof. si descrive come una persona di «poche e ossessive passioni»: è un giocatore amatoriale di tennis, attività che gli permette di «sublimare le energie negative» e un appassionato di musica, preferibilmente strumentale. La sua più grande passione, però, è sicuramente la lettura. «Leggo seguendo l’estro e un criterio essenzialmente emotivo, cioè, in parole povere, se mi piace vado avanti, sennò no.» Tra le sue letture del mese di maggio, cita “Il male oscuro” di Berto e “Le affinità elettive” di Goethe.

«Siate responsabili della vostra felicità» è il consiglio che il prof. Bonfanti vorrebbe dare agli studenti; il suo suggerimento è quello di ascoltare le proprie emozioni fino a trovare quello che ci appassiona e da quel momento perseguirlo con determinazione.

Se la sua giornata scolastica tipo fosse un film avrebbe ben due titoli. Il primo è Il giorno della marmotta. Il protagonista, un meteorologo arrogante, rimane intrappolato in un loop temporale; allo stesso modo il prof. ci ha raccontato di sentirsi spesso vittima della routine scolastica e delle giornate che «per certi versi si ripetono identiche». A questo proposito ci ha confidato che il giorno della settimana che preferisce è il giovedì, una giornata diversa dalle altre, poiché inizia a fare lezione più tardi e termina prima del solito, potendo dedicare il resto della giornata ad altre attività. Il secondo titolo che ha scelto è Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto: ci ha detto di avere un’innata e naturale attitudine investigativa che applica nella sua vita di tutti i giorni, anche a scuola, e che spesso lo conduce in labirinti complicati, o «kafkiani», come li definisce lui stesso.

“L’offerta del diavolo”, una delle incisioni preferite del prof. Bonfanti

Se avesse il potere di teletrasportarsi ovunque non sceglierebbe, come si potrebbe pensare, una meta lontana, bensì il cimitero di Pagnano, luogo a cui è molto legato dal momento che lì riposano i suoi antenati. Se invece gli venisse data la possibilità di insegnare una qualsiasi materia, sceglierebbe di dedicarsi all’insegnamento esclusivo della scrittura, che ritiene fondamentale e, soprattutto negli ultimi tempi, trascurata.

Abbiamo poi chiesto al prof. che tipo di studente fosse; ci ha raccontato di essere stato un pessimo studente, un adolescente tormentato, anche se apparentemente educato, sereno e risoluto, «come buona parte dei ragazzi che attraversano l’adolescenza».

Ci ha confessato, infine, di voler realizzare un progetto nella nostra scuola e di averlo già esposto pubblicamente: vorrebbe adibire un’aula a “Chill Room”, uno spazio completamente autogestito e possibilmente attrezzato con musica, postazioni informatiche, poltrone e divani dove riposare e riacquistare energie durante il corso della mattinata.

Un giorno nella vita del prof. Bonfanti ci ha permesso di conoscere più a fondo uno dei membri del collegio docenti, una persona indubbiamente sincera, curiosa e ambiziosa, con cui condividere una risata ma anche una riflessione profonda.

Alla prossima intervista!